Dott.ssa Erika Schioppa · Ortodonzia a Pistoia
Trauma dentale nei bambini a Pistoia
Una caduta sui denti si gestisce in due tempi: i primi minuti, che decidono il destino del dente, e i mesi dopo, in cui lo si tiene d'occhio. Spiego entrambi.
4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio di Pistoia«Il personale sono gentile e molto professionale io mi trovo molto bene e fanno un buon lavoro.»
Domenico M., recensione Google dello studio di Pistoia
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In sintesi
In questa pagina spiego cosa fare in caso di trauma dentale nei bambini a Pistoia: come riconoscere un dente scheggiato, spostato, spinto dentro la gengiva o uscito del tutto, cosa fare nei primi minuti a casa o al campo sportivo, come conservare un dente permanente per poterlo reimpiantare, perché il dente da latte non si rimette, cosa controllo nelle settimane e nei mesi successivi e come si proteggono i denti durante lo sport.
Un trauma dentale nei bambini arriva quasi sempre in un momento qualunque: il bordo della vasca, il manubrio della bicicletta, una testata al parco, un pallone in faccia. Il genitore si trova con un bambino che piange, sangue sul labbro e un dente che non è più come prima, e deve decidere in fretta senza sapere cosa conta davvero. Questa pagina è scritta per essere letta prima, con calma, perché le prime scelte si fanno a casa o sul campo, e quelle giuste sono poche e semplici.
Racconto come gestisco i traumi dentali nello studio di Pistoia: cosa fare subito a seconda del tipo di danno, come si trasporta un dente permanente caduto, perché visito in giornata anche quando il dente sembra a posto, cosa cerco nei controlli dei mesi successivi e cosa significa se un dente cambia colore. Alla fine trovi come proteggere i denti dei bambini che fanno sport di contatto e le risposte alle domande che mi fanno i genitori nelle ore dopo un colpo.
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Quali tipi di trauma dentale vedo nei bambini e come si riconoscono?
I più comuni sono quattro: il dente scheggiato, il dente spostato dalla sua posizione, il dente spinto dentro la gengiva e il dente uscito del tutto; a questi si aggiungono le ferite di labbra e gengive, che spesso sanguinano più di quanto il danno al dente meriti.
La scheggiatura è la più frequente nei permanenti dei bambini di sette-dieci anni, quando gli incisivi superiori sono appena spuntati e sporgono un po': si rompe un angolo, e la domanda è quanto è profonda la frattura, se ha scoperto la dentina o la polpa. Il dente spostato si riconosce perché non è più allineato con i vicini, o perché il bambino dice che «i denti non si chiudono come prima»: è mobile, a volte inclinato all'indietro o in avanti, e la gengiva attorno sanguina.
L'intrusione è il trauma che i genitori sottovalutano di più: il dente appare più corto o sembra sparito, e si pensa che sia caduto; in realtà è stato spinto dentro l'osso. Nei denti da latte mi preoccupa per il permanente che si sta formando lì sotto. L'avulsione, cioè il dente fuori dalla bocca, è l'urgenza vera, ma solo per i denti permanenti. Un bambino che ha battuto forte senza segni visibili sui denti va visto comunque: una frattura della radice o un dente incrinato non si vedono a occhio.
- Scheggiato. Manca un angolo; se al centro della frattura si vede un punto rosa o rosso, la polpa è esposta e si viene in giornata.
- Spostato o più corto. Il dente non è in linea, si muove, o sembra rientrato nella gengiva: non si tocca e non si prova a rimetterlo al suo posto a casa.
- Uscito dalla bocca. Se è un permanente, i minuti contano; se è un dente da latte, si recupera per farlo vedere ma non si rimette.

Cosa fare nei primi minuti dopo un trauma dentale?
Calmare il bambino, fermare il sangue con una garza o un fazzoletto pulito premuto per qualche minuto, cercare il pezzo di dente o il dente intero, mettere del freddo sul labbro e chiamare lo studio: la visita va fatta in giornata, anche se il bambino non ha più male.
La prima cosa che dico al telefono è di guardare il bambino prima del dente. Se ha perso conoscenza anche per pochi secondi, vomita, è confuso, ha un forte mal di testa o ha battuto la testa cadendo dall'alto, la priorità è il pronto soccorso per il trauma cranico, e il dente aspetta. Se invece è spaventato ma presente, si passa alla bocca: un risciacquo delicato con acqua per vedere cosa c'è, la pressione sulla ferita, il ghiaccio avvolto in un panno sul labbro per il gonfiore.
Poi si cercano i frammenti: un angolo di dente permanente, se recuperato e tenuto in acqua o latte, a volte si può incollare al suo posto, con un risultato estetico migliore di una ricostruzione. Il bambino nel frattempo non mangia cose dure e non tocca il dente con la lingua o con le dita. Se il dolore è forte, un analgesico da banco adatto all'età, se il pediatra lo ritiene. Non servono disinfettanti sui denti né cotone spinto nella gengiva. E si chiama subito: non il giorno dopo.

Un dente permanente caduto si può rimettere? Come lo conservo?
Sì, e il reimpianto riesce tanto meglio quanto prima si fa: l'ideale è entro sessanta minuti, con il dente tenuto umido nel latte, nella saliva del bambino o in soluzione fisiologica, senza mai strofinare la radice.
Sulla radice di un dente appena uscito c'è uno strato di cellule vive che permettono all'osso di riaccoglierlo: se si seccano o si strappano con uno sfregamento, il dente può essere rimesso ma nel tempo la radice viene riassorbita. Per questo le regole sono tutte lì: raccoglierlo toccando solo la parte bianca che si vede in bocca, se è sporco sciacquarlo pochi secondi sotto acqua corrente o nel latte senza sfregare, e tenerlo bagnato. Il latte freddo è la cosa più facile da trovare; la soluzione fisiologica va bene; la saliva, tenendo il dente nella guancia del bambino, solo se è grande abbastanza da non ingoiarlo.
Se un adulto se la sente, il dente si può rimettere nel suo alveolo già sul posto, con una leggera pressione, facendo mordere al bambino un fazzoletto per tenerlo fermo fino allo studio: è la soluzione con più probabilità di riuscita perché azzera il tempo fuori dalla bocca. In studio lo riposiziono, lo fisso ai denti vicini con una legatura morbida per un paio di settimane e programmo i controlli. L'acqua del rubinetto a lungo, il ghiaccio diretto e il fazzoletto asciutto sono i modi sbagliati di trasportarlo, anche se vengono istintivi.
- Afferrarlo dalla parte bianca. La radice non si tocca e non si pulisce con nulla; se è sporca, pochi secondi di latte o di acqua corrente senza sfregare.
- Conservarlo umido. Latte, soluzione fisiologica o saliva: mai asciutto in un fazzoletto, mai in acqua per più di qualche minuto.
- Arrivare in fretta. Entro un'ora: si chiama lo studio mentre si parte, così la sala è pronta all'arrivo.

Perché un dente da latte caduto per un trauma non si reimpianta?
Perché sotto la radice del dente da latte c'è il permanente in formazione, e rimettere il dentino nell'alveolo rischia di danneggiarlo; lo spazio che resta si gestisce in altro modo, e il bambino va visto lo stesso in giornata.
È la cosa più difficile da accettare per un genitore che ha in mano l'incisivo di un bambino di tre anni: il dente si conserva per mostrarmelo, così verifico che sia intero e che non ne sia rimasto un pezzo nella gengiva, ma non lo rimetto. Il germe del permanente sta pochi millimetri sopra, e un reimpianto può spingere sangue, batteri o la radice stessa contro quel germe, con esiti che si vedono anni dopo: macchie, deformazioni della corona, eruzione in posizione sbagliata.
In visita controllo la ferita, faccio le radiografie che servono per capire se il permanente è stato coinvolto e se ci sono frammenti, e rassicuro sulla parte estetica: un incisivo da latte che manca a tre o quattro anni non compromette il linguaggio né lo spazio in arcata, perché gli incisivi permanenti arrivano intorno ai sei anni. Quello che chiedo è di tenere d'occhio la gengiva nelle settimane successive e di venire ai controlli: anche nei denti da latte spostati o intrusi che rimangono in bocca, il rischio per il permanente si valuta nel tempo.
Perché faccio controlli per mesi anche se il dente sembra guarito?
Perché la polpa, cioè il tessuto vivo dentro il dente, può morire silenziosamente settimane o mesi dopo il colpo, e le radici in crescita possono fermarsi o riassorbirsi: sono cose che si vedono solo con test e radiografie ripetuti, non a occhio nudo.
Un colpo può strappare o schiacciare i vasi che entrano nella radice dalla punta. Il dente può sopravvivere, soprattutto nei bambini, perché la punta della radice è ancora aperta e i vasi hanno spazio per rigenerarsi; oppure può andare in necrosi senza dare dolore, e l'infezione comparire dopo mesi come una bollicina sulla gengiva o un dente che cambia colore. Per questo dopo un trauma fisso controlli a intervalli crescenti, in genere a due-quattro settimane, a tre mesi, a sei mesi e a un anno, con i test di vitalità e le radiografie quando servono.
Nei denti permanenti giovani questo seguito ha un senso in più: se la polpa resta viva la radice continua a crescere e a ispessirsi, e il dente diventa più robusto; se muore, si interviene in tempo con una cura canalare adatta alle radici non ancora formate. Nei denti da latte guardo soprattutto il permanente sotto. Ai genitori lascio un elenco di segnali per cui tornare prima: gonfiore, bollicina sulla gengiva, dolore a toccare il dente, mobilità che aumenta, colore che cambia.
Il paradenti per lo sport: quando lo consiglio e come si fa?
Lo consiglio a tutti i bambini e ragazzi che fanno sport con contatto o con cadute frequenti, e lo preparo su misura dall'impronta della loro bocca, perché quello comprato e modellato in acqua calda spesso finisce in tasca.
Calcio, basket, pallamano, rugby, arti marziali, hockey, ma anche skate, pattini e bicicletta su sterrato: sono gli sport da cui vedo arrivare incisivi rotti. Il paradenti attutisce il colpo diretto sui denti anteriori e protegge le labbra dai bordi dei denti; nei ragazzi con l'apparecchio fisso ha anche il compito di tenere le guance lontane dagli attacchi. Un paradenti che si usa è un paradenti che sta comodo: non ostacola il respiro, permette di parlare e non si muove.
Quello su misura si costruisce su un modello della bocca del bambino, con spessori diversi davanti e dietro, e va rifatto man mano che i denti cambiano, quindi nella dentizione mista ogni uno-due anni. Durante un trattamento ortodontico esistono soluzioni che lasciano spazio ai denti che si muovono. Ne parlo alla visita di controllo ai genitori dei bambini che iniziano uno sport di squadra, perché un incisivo permanente rotto a nove anni è un dente che si seguirà per tutta la vita.
Trauma dentale nei bambini a Pistoia: le situazioni che vedo più spesso
A Pistoia la chiamata tipica arriva nel pomeriggio, dal parco o da una palestra, per un bambino di sei-nove anni che ha battuto gli incisivi appena spuntati: un angolo scheggiato, il labbro gonfio, e un genitore che vuole sapere se è «grave». Lo faccio venire in giornata, spesso entro un paio d'ore, e la gran parte di questi casi si risolve con una ricostruzione o con il frammento incollato e un calendario di controlli. L'altra chiamata frequente riguarda i più piccoli, due-quattro anni, caduti in casa con un incisivo da latte spostato o rientrato: qui il lavoro è soprattutto spiegare cosa guardare nei mesi dopo e perché non si interviene d'impulso. Con il bambino spaventato dal colpo uso gli stessi accorgimenti che descrivo nella pagina sulla paura del dentista.
Nel Pistoiese vedo anche traumi scoperti in ritardo: un dente che si è scurito settimane dopo una caduta di cui nessuno si ricordava, una bollicina sulla gengiva trovata dalla maestra o dal pediatra, un incisivo permanente che non spunta perché il dentino sopra era stato intruso anni prima. Sono i casi che mi fanno insistere sulla visita in giornata anche quando «non ha niente» e sui controlli a distanza. Infine ci sono i genitori dei ragazzi che iniziano uno sport di contatto e chiedono come proteggerli: con loro prendo l'impronta per il paradenti e lo rifaccio quando cambia la dentizione.
Chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese e Montemurlo concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi per la scuola e il lavoro: le visite dei bambini si fissano spesso nel primo pomeriggio. Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci: la segreteria risponde al 0573 32937 e su WhatsApp negli orari di apertura.
Quando non è questa la strada?
Non tutto quello che si vorrebbe fare dopo un trauma è utile, e alcune cose fanno danno: queste sono le situazioni in cui dico di fermarsi.
- Rimettere un dente da latte. Non si fa, nemmeno se si è visto fare con un permanente: si conserva il dente, si viene in studio e si pensa al permanente sotto.
- Pulire il dente caduto strofinandolo. Spazzolino, sapone, alcol, fazzoletto: tolgono le cellule della radice che servono al reimpianto. Solo un risciacquo breve, se è sporco.
- Aspettare che passi. Un dente che sembra a posto può avere una radice fratturata o una polpa lesa: la visita in giornata serve a saperlo, non solo a curare.
- Rimettere dritto il dente a casa. Un incisivo inclinato dal colpo si riposiziona in studio, con la giusta pressione e poi una legatura; a casa si rischia di peggiorare la frattura.
- Trauma cranico in corso. Perdita di coscienza, vomito, confusione, sonnolenza: prima il pronto soccorso, e il dente lo vediamo dopo, anche con qualche ora di ritardo.
- Ricostruire subito per l'estetica. Su un dente appena traumatizzato con polpa dubbia preferisco una copertura provvisoria e aspetto la risposta della polpa prima della ricostruzione definitiva.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1Visita in giornata. Si guarda la ferita, si controllano tutti i denti vicini e la mandibola, si fanno le radiografie che servono e si decide subito cosa va fatto oggi e cosa può aspettare.
- 2Trattamento del dente. A seconda del caso: riposizionamento e legatura ai vicini, incollaggio del frammento o ricostruzione, protezione della polpa esposta, estrazione del dentino non recuperabile.
- 3Controlli a distanza. A qualche settimana, tre mesi, sei mesi e un anno, con test di vitalità e radiografie quando servono; i genitori hanno l'elenco dei segnali per tornare prima.
Chiama lo 0573 32937 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.
Come si può pagare?
Le cure dei bambini si pagano per prestazione, con il piano scritto consegnato alla prima visita quando c'è qualcosa da fare; la visita di controllo e la prevenzione hanno un costo per seduta indicato prima.
Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.
Per i trattamenti che si sviluppano in mesi, come l'ortodonzia, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.
Le cure odontoiatriche e ortodontiche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.
- Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
- Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
- Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.
Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia
Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Palandri e Spinicci), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente l’ortodonzia o le cure dei bambini.
Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!
Mi sono trovata benissimo! Personale gentile e professionale, igiene dentale eseguita con cura. Consigliatissimo!
Gentili, predisposti ad ascoltare il paziente e molto professionali. Tutti quanti al Top, dai medici alle assistenti. Uno studio dentistico super consigliato
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare un trattamento: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
Domande frequenti: trauma dentale nei bambini a Pistoia
1. Il dente del mio bambino è diventato grigio dopo una caduta: cosa significa?
Nel dente da latte un colore grigio o rosato nelle settimane dopo il colpo indica sangue nella polpa; può schiarirsi da solo oppure restare, e il dente si tiene se non dà infezione. Nel permanente un cambiamento di colore stabile è spesso il segno che la polpa è morta, e va trattato. In entrambi i casi serve una visita, non una fotografia a distanza.
2. Il frammento di dente rotto si può riattaccare?
Spesso sì, se è un pezzo unico, recuperato e tenuto umido nel latte o in acqua fino allo studio. Lo riadatto e lo incollo con le stesse resine delle otturazioni: il risultato estetico è in genere migliore di una ricostruzione, perché colore e forma sono quelli originali. Se il frammento si è seccato, lo reidrato prima di incollarlo.
3. Quanto tempo resta la legatura su un dente spostato o reimpiantato?
In genere da una a due settimane per un dente reimpiantato o lussato, un po' di più se la radice è fratturata. È una legatura morbida, incollata ai denti vicini, che permette al dente una leggera mobilità fisiologica: serve a tenerlo in posizione mentre le fibre attorno alla radice guariscono. In quel periodo dieta morbida e spazzolino delicato sulla zona.
4. Mio figlio ha battuto un dente ma non si vede nulla: devo portarlo lo stesso?
Sì, in giornata, o al massimo il giorno dopo se il colpo è stato lieve. Una frattura della radice, una lesione dei vasi della polpa o una piccola mobilità non si vedono a occhio; la visita serve a registrare la situazione di partenza, con fotografie e, se servono, radiografie, per confrontarla ai controlli.
5. Cosa può mangiare nei giorni dopo il trauma?
Cibi morbidi e tiepidi per una-due settimane: pasta ben cotta, purè, uova, yogurt, pesce. Niente da mordere con i denti davanti: la mela si taglia a pezzi, il panino si spezza con le mani. Lo spazzolamento continua, con spazzolino morbido e delicatezza sulla zona, e un collutorio se lo indico per la ferita della gengiva.
6. Quando si fa la radiografia dopo un trauma dentale?
Quando mi serve per decidere: sospetto di frattura della radice, dente intruso, dente da latte con il permanente sotto da controllare, dente avulso da reimpiantare. Faccio le radiografie che servono e non di più, e le ripeto ai controlli solo se cerco qualcosa di preciso, come la crescita della radice o un riassorbimento.
7. Il dente da latte spinto dentro la gengiva rispunta da solo?
Spesso sì: un dentino intruso solo in parte tende a rierompere nel giro di settimane o pochi mesi, e il primo approccio è aspettare controllando. Lo tolgo quando la radiografia mostra che è stato spinto contro il germe del permanente, o se compare un'infezione. Nel frattempo il genitore guarda la gengiva ogni giorno.
8. Il dente permanente reimpiantato dura per sempre?
Non sempre, e lo dico fin dal primo giorno. Se il reimpianto è stato rapido e la radice è stata conservata umida, il dente può durare molti anni; se è rimasto a secco a lungo, la radice tende a essere riassorbita e il dente si perde nel tempo. Anche in questo caso aver reimpiantato è utile: mantiene osso e spazio finché il ragazzo cresce.
9. Dopo un trauma serve l'antibiotico?
Non di routine. Lo valuto in situazioni precise, come un dente reimpiantato o ferite dei tessuti molli contaminate, e in accordo con il pediatra se il bambino ha condizioni particolari. Chiedo sempre se il bambino è in regola con la vaccinazione antitetanica quando il dente o la ferita hanno toccato il terreno.
10. Il paradenti si può usare con l'apparecchio?
Sì, con un modello pensato per l'apparecchio, che lascia spazio agli attacchi e ai denti che si muovono. Durante un trattamento con l'apparecchio fisso lo consiglio a chi fa sport di contatto anche per proteggere le labbra; va rifatto quando il movimento dei denti lo rende stretto.
11. Un trauma ai denti da latte può rovinare i denti permanenti?
Può, soprattutto nei traumi con intrusione o avulsione prima dei quattro anni, quando il permanente è in piena formazione: macchie bianche o giallo-brune sulla corona, deformazioni, eruzione ritardata o inclinata. Non succede sempre, e non si può prevedere subito: per questo seguo questi bambini fino all'eruzione degli incisivi permanenti.
12. Chi segue le cure per trauma dentale nei bambini a Pistoia?
Dott.ssa Erika Schioppa, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Pistoia (n. 307), che nello studio si occupa di ortodonzia e di odontoiatria per i bambini insieme alla Dott.ssa Irene Bottacci: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci, in Via Niccolò Machiavelli 27. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Pietro Palandri.
13. Come raggiungo lo studio di Pistoia se vengo da Quarrata o da Agliana?
Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Per chi viene da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.
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