Dott.ssa Erika Schioppa · Ortodonzia a Pistoia
Carie dei denti da latte a Pistoia
Curo le carie dei bambini scegliendo caso per caso in base a quanto quel dente deve restare in bocca: un molaretto a quattro anni e uno a dieci non sono lo stesso dente.
4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio di Pistoia«Il personale sono gentile e molto professionale io mi trovo molto bene e fanno un buon lavoro.»
Domenico M., recensione Google dello studio di Pistoia
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In sintesi
In questa pagina spiego come affronto le carie dei denti da latte a Pistoia: perché un dente che cadrà va curato lo stesso, come le riconosco e perché avanzano in fretta, cos'è la carie da biberon, come si svolge un'otturazione in un bambino, quando serve curare la polpa o togliere il dente e tenere lo spazio, e cosa succede al permanente che sta sotto.
Le carie dei denti da latte arrivano in studio in due modi: scoperte da me a un controllo, quando sono ancora una macchia, oppure portate da un genitore quando il bambino ha smesso di masticare da un lato. Nel secondo caso la domanda è sempre la stessa, detta con un po' di imbarazzo: «ma vale la pena curarlo, se deve cadere?». La risposta dipende da una cosa che il genitore non può sapere e io sì: quanto tempo ha ancora davanti quel dente. Un incisivo da latte a sei anni è in uscita; un secondo molaretto a sei anni resterà altri cinque o sei anni.
Qui racconto come lavoro sulle carie dei bambini nello studio di Pistoia: come le cerco, come distinguo quelle che si possono fermare da quelle che vanno otturate, come si svolge la seduta con un bambino di quattro o di otto anni, quando scelgo di curare la polpa o di togliere il dente e cosa metto al suo posto per tenere lo spazio. Le situazioni in cui aspettare è la scelta corretta le trovi più sotto, prima delle domande.
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Perché si curano le carie dei denti da latte se poi i denti cadono?
Perché cadono tardi: gli incisivi intorno ai sei-sette anni, ma i molaretti restano in bocca fino ai dieci-dodici, e in quegli anni una carie trascurata fa male, si infetta e può lasciare un segno sul dente permanente che si sta formando sotto.
Il calendario del cambio è il primo argomento. Gli incisivi da latte si muovono presto, ma i canini e i molaretti, che sono i denti dove le carie si formano di più, accompagnano il bambino per tutte le elementari. Un molaretto cariato a cinque anni ha davanti sei anni di masticazione, di crescita della mandibola e di denti permanenti che spuntano accanto. Lasciarlo così significa lasciare per anni una zona in cui il cibo si incastra, l'alito cambia e il bambino mastica solo dall'altra parte.
Il secondo argomento è quello che sta sotto. Ogni dente da latte ha, a pochi millimetri dalle radici, il germe del permanente che lo sostituirà. Un'infezione che parte dalla carie e arriva alla punta della radice resta a contatto con quel germe mentre il suo smalto si sta formando, e il permanente può uscire con una chiazza o con una forma alterata. Il terzo è lo spazio: un molaretto perso presto lascia un vuoto che i denti vicini occupano, e il permanente sotto trova la porta chiusa.

Come riconosco una carie su un dente da latte e perché avanza così in fretta?
Cerco zone opache lungo la gengiva, solchi scuri sui molaretti e, con le radiografie che servono, le superfici fra un dente e l'altro; lo smalto dei denti da latte è sottile e la polpa è grande, quindi dalla macchia al dolore passa meno tempo che in un adulto.
Un genitore vede una carie quando è già un buco scuro, oppure quando il bambino si lamenta. Io la cerco prima, nelle forme che non si notano: la fascia bianca gessosa vicino al bordo della gengiva sugli incisivi superiori, il solco del molaretto che trattiene la sonda, il punto di contatto fra due molaretti dove lo spazzolino non entra. Le carie fra i denti sono le più silenziose: dall'esterno il dente sembra intero e dentro è già vuoto. Per questo, quando i molaretti si toccano, le piccole radiografie di controllo fanno parte della visita.
La velocità dipende dall'anatomia. Lo smalto di un dente da latte è circa la metà di quello di un permanente, e sotto c'è una camera della polpa proporzionalmente molto più grande: una carie che in un adulto impiegherebbe anni a toccare il nervo, in un bambino può arrivarci in pochi mesi. Per questo i controlli dei bambini sono più ravvicinati e per questo, quando trovo una macchia, preferisco intervenire subito piuttosto che «vedere come va».

Cos'è la carie da biberon e come si evita?
È la carie che colpisce i bambini piccoli, prima sugli incisivi superiori e poi sui molaretti, quando una bevanda zuccherata, compreso il latte, resta in bocca durante il sonno; si evita cambiando cosa c'è nel biberon della notte, non togliendo il biberon.
La riconosco dalla distribuzione: i quattro incisivi superiori con il bordo vicino alla gengiva opaco o già scavato, mentre quelli inferiori sono sani, protetti dalla lingua e dalla saliva. Il meccanismo è semplice. Durante il sonno la saliva cala quasi a zero e un liquido con zuccheri, che sia succo, camomilla dolcificata o latte, resta a bagno sui denti per ore. Lo stesso succede con l'allattamento al seno a richiesta notturno dopo l'anno, se i denti non vengono puliti.
Quando la vedo in fase iniziale, con lo smalto ancora intero, si può fermare: si cambia il contenuto del biberon, si puliscono i denti dopo l'ultima poppata, si applica la vernice al fluoro a intervalli ravvicinati. Quando gli incisivi sono già scavati, servono le otturazioni, in sedute corte e numerose perché il bambino ha due o tre anni. Dico sempre ai genitori che non è una colpa: è un'abitudine che nessuno aveva spiegato, e da oggi si cambia.
- Nel biberon della notte solo acqua. Il passaggio si fa in qualche sera, diluendo via via; il latte e la camomilla restano nei pasti, seguiti dalla pulizia dei denti.
- Denti puliti dopo l'ultima poppata. Con una garza o uno spazzolino piccolo e una traccia di dentifricio al fluoro, anche se il bambino si è già addormentato.
- Prima visita entro l'anno se c'è un'abitudine notturna. Non per curare, ma per controllare gli incisivi ogni pochi mesi e fermare una macchia prima che diventi una cavità.

Come si cura una carie in un bambino?
Se è superficiale, si ferma con fluoro e igiene e si controlla; se ha superato lo smalto, si toglie la parte malata e si ricostruisce il dente con un materiale del colore del dente, in una seduta breve, con un'anestesia preceduta da un gel che addormenta la gengiva.
La prima decisione è se otturare o no. Una macchia bianca senza cavità non si tocca con gli strumenti: si remineralizza con la vernice al fluoro, si corregge l'abitudine che l'ha causata e la si rivede a tre mesi. Una carie che ha già aperto lo smalto, invece, non torna indietro, e più aspetto più si avvicina alla polpa. In quel caso il bambino sa già cosa succederà, perché nella visita precedente gli ho mostrato gli strumenti sulla sua unghia: «il dente che dorme», «la pioggia» dell'acqua, «l'aspirapolvere» che la raccoglie.
La seduta dura in genere venti-trenta minuti. Metto un gel sulla gengiva, aspetto che faccia effetto, poi l'anestesia locale, che il bambino sente come una pressione. Isolo il dente con un foglietto di gomma, così lavoro all'asciutto e lui non sente l'acqua in gola. Tolgo la carie, ricostruisco con una resina o un cemento che rilascia fluoro, controllo il morso. Non faccio più di una zona per volta nei più piccoli: due molaretti vicini sì, due lati della bocca no. Il labbro resta addormentato un paio d'ore e va tenuto d'occhio per evitare che se lo morda.
Quando un dente da latte va devitalizzato e quando è meglio toglierlo?
Se la carie ha raggiunto la polpa ma il dente deve restare in bocca ancora anni, curo la polpa e proteggo il dente con una ricostruzione o una corona in metallo preformata; se la radice è già quasi riassorbita o c'è un'infezione che non si controlla, lo tolgo e, quando serve, metto un mantenitore di spazio.
La cura della polpa in un dente da latte è diversa da quella di un adulto: nella maggior parte dei casi si toglie solo la parte della polpa dentro la corona, si medica e si chiude. Il dente resta vivo nelle radici e continua a seguire il suo calendario, riassorbendosi quando il permanente spinge. Dopo una cura così il molaretto è più fragile e spesso lo copro con una piccola corona metallica preformata, che dura fino al cambio: non è bella, ma su un dente in fondo nessuno la vede e protegge il lavoro.
Tolgo un dente da latte quando curarlo non ha più senso o non è più possibile: un ascesso con fistola che ricompare, una radice già consumata per più di metà perché il permanente è vicino, un dente così distrutto che non c'è dove appoggiare una ricostruzione. L'estrazione in sé è breve. Quello che decide tutto è il dopo: se il permanente arriverà entro pochi mesi non serve nulla, se mancano anni i denti vicini si chiuderanno sullo spazio, e allora applico un mantenitore, un piccolo anello con un'ansa metallica, che tolgo quando il permanente spunta.
- Curo la polpa quando. La carie è profonda ma il dente ha ancora anni davanti, la radice è integra e l'infezione, se c'è, è contenuta.
- Tolgo il dente quando. L'infezione ricompare nonostante la cura, la radice è quasi riassorbita o la corona è troppo distrutta per essere ricostruita.
- Mantenitore di spazio quando. Il permanente sotto è lontano dall'uscire: l'anello tiene il posto e si controlla a ogni visita, finché il dente nuovo non lo rende inutile.
Cosa succede al dente permanente che sta sotto un dente da latte cariato?
Finché la carie resta nello smalto e nella dentina, nulla; se arriva all'infezione della radice, il germe del permanente può subire un difetto dello smalto, uscire storto o in anticipo, e se il dente da latte viene perso presto rischia di non trovare spazio.
Il permanente si forma sotto le radici del dente da latte e in quegli anni il suo smalto è un tessuto in costruzione. Un ascesso che resta lì a lungo può lasciargli una chiazza bianca o giallo-bruna che si vedrà per sempre, soprattutto sui premolari. Per questo tratto un ascesso in un bambino come una cosa da risolvere in giorni, non in mesi, e per questo preferisco togliere un dente da latte che non si cura più piuttosto che tenerlo per sentimento.
L'altro effetto è sullo spazio e sulla direzione. Un molaretto da latte perso a sei anni lascia il primo molare permanente libero di scivolare in avanti; quando a undici anni il premolare vuole uscire, trova il posto occupato e spunta verso il palato o resta incluso. È una delle strade più frequenti verso l'apparecchio, e una delle poche che si possono chiudere prima con un mantenitore. A ogni controllo guardo come stanno uscendo i permanenti sotto i denti che ho curato: la cartella con le radiografie di anni prima è lo strumento che mi serve di più.
Carie dei denti da latte a Pistoia: le situazioni che vedo più spesso
A Pistoia la richiesta tipica arriva da un genitore che ha visto un puntino scuro su un molaretto del figlio di cinque o sei anni e vuole sapere «se è una carie o solo una macchia». Spesso è una carie, e spesso ce ne sono altre invisibili fra i denti accanto; la visita serve a fare il conto preciso e a decidere l'ordine delle cure, partendo dal dente che ha più tempo davanti. La seconda è la famiglia di un bambino di due o tre anni con gli incisivi superiori consumati, arrivata quasi sempre su consiglio del pediatra: lì il primo lavoro è sull'abitudine notturna, il secondo sui denti.
Nel Pistoiese vedo anche il caso contrario: il bambino di nove o dieci anni con un molaretto da latte già curato anni prima che adesso fa male, e il genitore che chiede se vale la pena rifare la cura o «lasciarlo cadere». Si guarda la radiografia: se il premolare sotto è a pochi millimetri, l'estrazione è la risposta corretta e il permanente arriva da solo; se è lontano, si cura e si aspetta. Alle famiglie che vengono da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese propongo di concentrare le cure in poche sedute ravvicinate, così il bambino non perde il filo fra un appuntamento e l'altro.
Chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese e Montemurlo concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi per la scuola e il lavoro: le visite dei bambini si fissano spesso nel primo pomeriggio. Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci: la segreteria risponde al 0573 32937 e su WhatsApp negli orari di apertura.
Quando non è questa la strada?
Non ogni dente da latte con un problema si cura: ci sono situazioni in cui otturare sarebbe inutile o sbagliato, e in cui dico al genitore di fare altro.
- Un dente in uscita. Se il permanente sotto è già visibile in radiografia a ridosso delle radici, o il dente da latte è mobile, non si ottura: si toglie o si aspetta che cada.
- Una macchia bianca senza cavità. Non si trapana uno smalto intero: si remineralizza con il fluoro, si cambia l'abitudine e si controlla a tre mesi.
- Un bambino che non riesce ancora a collaborare. Se la carie non fa male e non è urgente, prima si costruisce la fiducia con visite brevi; un'otturazione subita è un danno che dura anni.
- Un'infezione acuta con gonfiore. Non si ottura un dente con un ascesso in corso: prima si drena e si controlla l'infezione, poi si decide se curarlo o toglierlo.
- Una bocca con molte carie e abitudini immutate. Otturare sei denti senza cambiare biberon e merende significa rivedersi fra un anno con sei carie nuove: le due cose vanno insieme.
- L'aspettativa di una seduta unica. Nei bambini piccoli le cure si dividono in appuntamenti corti; chi chiede «tutto in una volta» chiede qualcosa che costa al bambino più di quanto risparmi alla famiglia.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1Visita e conto delle carie. Si guardano smalto e solchi, si fanno le radiografie che servono quando i molaretti si toccano, si spiega al genitore cosa c'è e in che ordine va affrontato.
- 2Cure in sedute brevi. Una zona per volta, con il gel prima dell'anestesia e gli strumenti mostrati prima sull'unghia; fluoro e abitudini corrette corrono in parallelo.
- 3Controlli e denti nuovi. Ogni tre-sei mesi secondo il rischio: si verificano le otturazioni, si seguono i permanenti sotto i denti curati e il mantenitore, se c'è, fino a quando non serve più.
Chiama lo 0573 32937 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.
Come si può pagare?
Le cure dei bambini si pagano per prestazione, con il piano scritto consegnato alla prima visita quando c'è qualcosa da fare; la visita di controllo e la prevenzione hanno un costo per seduta indicato prima.
Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.
Per i trattamenti che si sviluppano in mesi, come l'ortodonzia, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.
Le cure odontoiatriche e ortodontiche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.
- Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
- Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
- Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.
Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia
Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Palandri e Spinicci), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente l’ortodonzia o le cure dei bambini.
Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!
Mi sono trovata benissimo! Personale gentile e professionale, igiene dentale eseguita con cura. Consigliatissimo!
Il personale sono gentile e molto professionale io mi trovo molto bene e fanno un buon lavoro.
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare un trattamento: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
Domande frequenti: carie dei denti da latte a Pistoia
1. Una carie su un dente da latte fa male?
All'inizio no, e questo è il problema: il bambino non si lamenta finché la carie non è vicina alla polpa. I primi segnali sono indiretti: mastica da un lato, evita il freddo, resta del cibo incastrato sempre nello stesso punto. Quando il dolore è spontaneo o notturno, la polpa è già coinvolta.
2. Si usa l'anestesia per otturare un dente da latte?
Sì, quando la carie è oltre lo smalto: senza, il bambino sente e la fiducia si perde. Prima metto un gel sulla gengiva per qualche minuto, poi l'iniezione, che la maggior parte dei bambini descrive come una spinta. Per le macchie superficiali trattate con il fluoro non serve nulla.
3. Di che materiale sono le otturazioni dei bambini?
Resine del colore del dente o cementi che rilasciano fluoro, scelti in base alla posizione e a quanto il dente deve durare. Sui molaretti molto distrutti o dopo una cura della polpa uso una corona metallica preformata, che regge la masticazione fino al cambio e poi cade con il dente.
4. Quanto dura un'otturazione su un dente da latte?
In genere fino alla caduta naturale del dente, se la carie era contenuta e l'igiene è cambiata. Le otturazioni fra due molaretti sono le più sollecitate e le controllo a ogni visita; se una si scheggia o una nuova carie parte al bordo, si rifà in una seduta breve.
5. Cos'è un ascesso in un bambino e cosa devo fare?
È un'infezione partita dalla polpa del dente che si raccoglie nell'osso o nella gengiva: si vede un gonfiore sulla guancia o una bollicina sulla gengiva, a volte con febbre. Si chiama lo studio lo stesso giorno. Nell'attesa, un analgesico da banco se il pediatra lo ritiene, e niente caldo sulla guancia.
6. Cos'è un mantenitore di spazio e dà fastidio?
Un anello metallico cementato su un molare con un'ansa che tocca il dente dall'altro lato del vuoto: tiene aperto il posto per il permanente. Il bambino lo dimentica in pochi giorni; va tenuto pulito e controllato ogni sei mesi, e lo tolgo quando il dente nuovo spunta.
7. Mio figlio ha tante carie: dipende dai denti deboli?
Quasi sempre dipende dalle abitudini: zuccheri frequenti, biberon o bevande la notte, spazzolamento solo del bambino. Esistono bambini con uno smalto fragile per un difetto di formazione, e li riconosco dalle chiazze, ma anche in quei casi la differenza la fanno la dieta, il fluoro e i controlli ravvicinati.
8. La carie dei denti da latte è contagiosa?
I batteri che la causano passano da bocca a bocca, soprattutto dalla madre o da chi accudisce il bambino nei primi anni: assaggiare dal suo cucchiaio o pulire il ciuccio con la saliva li trasferisce. Non è un motivo per non baciare un figlio, ma per curare anche le carie degli adulti di casa.
9. Dopo un'otturazione il bambino può mangiare subito?
Con una resina sì, appena finisce l'anestesia: finché il labbro e la guancia sono addormentati, in genere un paio d'ore, meglio niente cibo e niente biberon, perché può morsicarsi senza accorgersene. Con alcuni cementi chiedo di evitare cibi duri per il resto della giornata.
10. Il dente permanente che esce dopo una carie curata può essere danneggiato?
Se la carie è stata curata prima di arrivare all'infezione della radice, no. Il rischio esiste quando un ascesso è rimasto a lungo sopra il germe del permanente: può uscire con una chiazza sullo smalto o con un ritardo. Per questo i denti da latte con una cura della polpa li controllo con una radiografia periodica.
11. Chi segue le cure per carie dei denti da latte a Pistoia?
Dott.ssa Erika Schioppa, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Pistoia (n. 307), che nello studio si occupa di ortodonzia e di odontoiatria per i bambini insieme alla Dott.ssa Irene Bottacci: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci, in Via Niccolò Machiavelli 27. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Pietro Palandri.
12. Come raggiungo lo studio di Pistoia se vengo da Quarrata o da Agliana?
Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Per chi viene da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.
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