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Informazione sanitariaRiceve a Pistoia · Studio Dentistico Palandri e Spinicci
ERIKA SCHIOPPAOrtodonzia e odontoiatria per i bambini · Pistoia

Dott.ssa Erika Schioppa · Ortodonzia a Pistoia

Fluoro per i denti dei bambini a Pistoia

La prevenzione che rende di più passa dal bagno di casa, due volte al giorno: in studio aggiungo la vernice soltanto quando il rischio di carie lo richiede.

4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio di Pistoia

«Il personale sono gentile e molto professionale io mi trovo molto bene e fanno un buon lavoro.»

Domenico M., recensione Google dello studio di Pistoia

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Fluoro per i denti dei bambini a Pistoia: spazzolino e dentifricio sul piano di lavoro dello studio in cui riceve la Dott.ssa Erika Schioppa
Fluoro per i denti dei bambiniDentifricio 1000 ppm fino ai 6 anni
Dentifricio 1000 ppm fino ai 6 anni1450 ppm dai 6 anni in poiVernice in studio 2-4 volte l'anno se a rischioNiente gocce di routineMacchie bianche fotografate e seguiteControlli ogni 3-6 mesi

In sintesi

In questa pagina spiego come uso il fluoro per i denti dei bambini a Pistoia: come lavora sullo smalto, quale dentifricio scelgo in base all'età e in che quantità, quando applico la vernice in studio e ogni quanto, perché non prescrivo più gocce e compresse a tutti, cosa sono la fluorosi e le macchie bianche che si vedono sui denti.

Il fluoro sui denti dei bambini è l'argomento su cui ricevo le domande più contraddittorie: c'è chi mi chiede le gocce perché le prendeva da piccolo, chi ha letto che fa male e compra il dentifricio senza, chi lo usa ma in una quantità che non serve a niente. In visita cerco di rimettere ordine partendo da un fatto semplice: il fluoro agisce sulla superficie dello smalto, dove la carie comincia, e per questo conta molto di più quello che tocca i denti ogni giorno di quello che si ingoia.

Qui racconto come imposto la fluoroprofilassi nello studio di Pistoia: il dentifricio adatto a ogni età e quanto metterne sullo spazzolino, quando aggiungo la vernice applicata in studio e con che frequenza, perché gocce e compresse non le prescrivo più come regola, cosa significa la parola fluorosi e come si comporta una macchia bianca iniziale. Prima delle domande dei genitori trovi anche i casi in cui il fluoro da solo non basta o non è la risposta.

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Come agisce il fluoro sullo smalto dei denti dei bambini?

Il fluoro non «rinforza» il dente dall'interno: si deposita sulla superficie dello smalto, lo rende meno solubile agli acidi che i batteri producono dopo gli zuccheri e aiuta i minerali della saliva a ridepositarsi dove lo smalto ha cominciato a perderli.

Ogni volta che in bocca arrivano zuccheri, i batteri della placca producono acidi e lo smalto perde calcio e fosfato per qualche decina di minuti; poi la saliva li riporta. La carie nasce quando le perdite superano i recuperi. Il fluoro sposta questo equilibrio: entra nel cristallo in riparazione e forma uno strato che si scioglie meno. È un effetto locale e continuo, che dura finché il fluoro è presente in bocca a bassa concentrazione, cioè per alcune ore dopo lo spazzolamento.

Questo spiega due cose che dico sempre ai genitori. La prima: il dentifricio al fluoro usato due volte al giorno fa più di qualsiasi applicazione occasionale, perché rinnova quel velo ogni dodici ore. La seconda: dopo aver spazzolato si sputa ma non si sciacqua con l'acqua, altrimenti si lava via proprio quello che si è appena messo. Nei bambini più piccoli, che tendono a ingoiare, la quantità sullo spazzolino è il modo per tenere insieme protezione e sicurezza.

Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Schioppa a Pistoia (immagine illustrativa)

Quale dentifricio al fluoro va bene per età e in che quantità?

Dal primo dente fino ai sei anni un dentifricio da 1000 ppm di fluoro in quantità di un pisello, spazzolato da un adulto; dai sei anni in poi si passa a 1450 ppm, con una striscia di uno-due centimetri, e la supervisione continua.

Il numero che conta è scritto in piccolo sul retro del tubetto: «ppm» sono le parti per milione di fluoro. Molti prodotti «per bambini» ne hanno pochissimo o nessuno, e un dentifricio senza fluoro spazzola ma non protegge. Fino ai sei anni chiedo 1000 ppm e una quantità grande come un pisello: sotto i tre anni, se il bambino ingoia molto, la riduco a un velo appena visibile sulle setole. Lo spazzolamento, a quell'età, è dei genitori; il bambino può «fare da solo» prima o dopo, ma la passata che pulisce la fa un adulto.

Dai sei anni, quando spuntano i primi molari permanenti, passo a 1450 ppm, lo stesso dentifricio degli adulti nella maggior parte delle famiglie: è un passaggio che semplifica la vita e corrisponde al momento in cui lo smalto nuovo, appena uscito, ha più bisogno di protezione. La supervisione non finisce: fino a otto-dieci anni la manualità non basta per arrivare ai molari in fondo, e la sera un controllo dell'adulto resta parte della routine. Sul marchio non ho preferenze: contano la concentrazione, il sapore che il bambino accetta e la costanza.

  • Dal primo dente ai tre anni. 1000 ppm, un velo sulle setole; spazzola il genitore, mattina e sera, senza risciacquo finale.
  • Dai tre ai sei anni. 1000 ppm, quantità di un pisello; il bambino partecipa, l'adulto completa la passata e controlla che sputi.
  • Dai sei anni in su. 1450 ppm, una striscia di uno-due centimetri; supervisione la sera finché la manualità non è affidabile.
Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Schioppa a Pistoia (immagine illustrativa)

Quando applico la vernice al fluoro in studio e ogni quanto?

La propongo ai bambini con un rischio di carie aumentato, da due a quattro volte l'anno a seconda del rischio, e non a tutti: nei bambini che spazzolano bene e hanno pochi zuccheri fra i pasti il dentifricio di casa è sufficiente.

La vernice è un gel denso ad alta concentrazione che stendo con un pennellino sui denti asciutti, in pochi minuti, senza anestesia e senza strumenti rumorosi: a contatto con la saliva indurisce e resta sullo smalto per alcune ore, rilasciando fluoro più a lungo di un dentifricio. Il bambino sente i denti un po' ruvidi e un sapore dolce; per il resto della giornata chiedo di non spazzolare e di evitare cibi duri o molto caldi, così la vernice lavora più a lungo.

Il rischio lo valuto in visita e lo riscrivo a ogni controllo, perché cambia: carie già curate nei denti da latte, macchie bianche sugli incisivi o sui molari, bevande zuccherate fra i pasti, biberon notturno, apparecchio ortodontico che trattiene la placca, fratelli maggiori con molte carie. In questi casi la vernice ogni tre-sei mesi si aggiunge alla routine di casa, non la sostituisce. Sui molari permanenti appena spuntati, in alternativa o insieme, valuto le sigillature dei solchi, che proteggono una zona dove il fluoro arriva meno.

Ambiente dello studio in cui riceve la Dott.ssa Schioppa a Pistoia (immagine illustrativa)
Lo studio in cui riceve la dottoressa

Fluoro per i denti dei bambini a Pistoia

Studio a Pistoia dal 1988 (38 anni) · 4,8 su 5 con 35 recensioni Google

Non rimandare la valutazione: con i bambini e i ragazzi il momento giusto per intervenire dipende dalla crescita, e passa. Racconta cosa hai notato e ricevi un parere, con le alternative possibili, compresa quella di aspettare.

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Perché non prescrivo più le gocce e le compresse di fluoro di routine?

Perché il fluoro protegge soprattutto a contatto con il dente già spuntato, non passando dallo stomaco; le gocce per tutti i neonati, che si davano una volta, oggi si riservano a casi particolari e dopo aver verificato quanto fluoro il bambino già riceve.

Per decenni le gocce di fluoro sono state la prima prescrizione della vita, e molti genitori le hanno prese da piccoli. Le conoscenze sono cambiate: l'effetto utile è quello topico, sulla superficie, mentre il fluoro ingerito durante la formazione dei denti serve poco e, se si somma a quello del dentifricio ingoiato e dell'acqua, può superare la dose che lo smalto tollera. Le raccomandazioni correnti indicano come prima scelta il dentifricio fluorato dal primo dente, con la dose adatta all'età.

Quando ancora le considero: in un bambino con rischio alto in cui non si riesce a spazzolare con il dentifricio per un motivo reale, o su indicazione del pediatra per situazioni specifiche. Prima di prescriverle chiedo che acqua beve la famiglia, se usa già un dentifricio fluorato e quanto ne ingoia il bambino. Se un genitore arriva con le gocce già in casa, non lo rimprovero: rifacciamo il conto insieme e decidiamo se continuare, ridurre o passare al solo dentifricio.

Cos'è la fluorosi e quanto fluoro è troppo?

La fluorosi è un difetto dello smalto, dalle striature bianche fino a chiazze più scure, che compare quando il bambino ingerisce troppo fluoro negli anni in cui i denti permanenti si stanno formando, cioè fino ai sei-otto anni; con le dosi che indico non si arriva a quel livello.

Non è una malattia del dente spuntato: è il segno di quello che è successo prima, mentre lo smalto si costruiva sotto la gengiva. Per questo riguarda soprattutto la fascia da zero a sei anni, e per questo in quella fascia misuro la quantità di dentifricio e non raccomando integratori senza un motivo. Le forme lievi sono righe o aloni bianchi opachi sugli incisivi, visibili ma senza conseguenze sulla salute del dente; le forme più marcate, con smalto poroso e macchiato, nei bambini che vedo sono molto rare.

La causa tipica non è il dentifricio in sé ma la somma: un bambino di due anni che ingoia ogni volta una strisciata lunga di dentifricio per adulti, più le gocce, più magari un'acqua ricca di fluoro. Tolto l'eccesso, il rischio sparisce; non serve togliere il fluoro. Quando un genitore mi mostra una macchia bianca e teme la fluorosi, la distinguo dalla macchia da carie iniziale dalla forma e dalla posizione: è una distinzione che si fa in visita, guardando il dente asciutto.

  • Quantità, non divieto. Un pisello fino ai sei anni e il tubetto fuori dalla portata del bambino bastano a stare nei limiti.
  • Sputare, non ingoiare. Si insegna dai due-tre anni, con lo spazzolamento davanti al lavandino; prima si usa solo un velo.
  • Una fonte alla volta. Dentifricio, integratori e acqua si sommano: prima di aggiungerne una, si fa il conto di quelle che ci sono già.

Le macchie bianche sui denti dei bambini possono tornare indietro?

Sì, quando sono macchie da demineralizzazione iniziale: lo smalto ha perso minerali ma non si è ancora bucato, e con fluoro, pulizia precisa in quel punto e meno zuccheri può rimineralizzarsi e fermarsi; è la fase in cui la carie si cura senza trapano.

La macchia bianca opaca, spesso vicina alla gengiva o attorno a un attacco ortodontico, è il primo segnale visibile della carie: lo smalto in superficie è intatto ma sotto si è svuotato. A quello stadio il tessuto può riprendere minerali se gli si danno tempo e condizioni: dentifricio al fluoro due volte al giorno con attenzione a quel punto, vernice in studio ogni tre mesi, meno occasioni di zucchero nella giornata. Fotografo la macchia e la rivedo al controllo: se diventa lucida e ferma, ha vinto lo smalto.

Se invece la superficie si rompe e si forma una cavità, il fluoro non basta più ed entriamo nel capitolo della carie dei denti da latte o dei permanenti. Per questo le macchie bianche mi interessano tanto: sono la finestra in cui una visita di controllo e un cambio di abitudini sostituiscono un'otturazione. Ai genitori insegno a riconoscerle a denti asciutti, con una buona luce, dopo aver spazzolato: a dente bagnato spesso non si vedono.

Fluoro per i denti dei bambini a Pistoia: le situazioni che vedo più spesso

A Pistoia la domanda sul fluoro arriva quasi sempre insieme alla prima visita del bambino, intorno ai tre-quattro anni, da genitori che hanno letto cose opposte e vogliono una risposta netta: «lo devo dare o no?». A loro chiedo di portare il tubetto che usano, leggiamo insieme i ppm e spesso la correzione è tutta lì, nella concentrazione o nella quantità. Ci sono poi le famiglie con un secondo o terzo figlio, che con il primo hanno già affrontato carie precoci: in quel caso parto da un rischio alto e la vernice entra subito nel calendario dei controlli, insieme a un lavoro sulle bevande della sera.

Nel Pistoiese vedo anche bambini di sette-nove anni portati per un altro motivo, una visita ortodontica o un dente che dondola, nei quali trovo macchie bianche sui molari permanenti appena usciti o sugli incisivi che nessuno aveva notato. È la situazione in cui il fluoro rende di più, perché si interviene prima della cavità. Infine ci sono i ragazzi con l'apparecchio fisso, dove il fluoro di casa e in studio serve a proteggere lo smalto attorno agli attacchi: per loro il programma lo imposto insieme al piano ortodontico, non dopo.

Chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese e Montemurlo concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi per la scuola e il lavoro: le visite dei bambini si fissano spesso nel primo pomeriggio. Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci: la segreteria risponde al 0573 32937 e su WhatsApp negli orari di apertura.

Quando non è questa la strada?

Il fluoro è uno strumento, e come ogni strumento ha situazioni in cui da solo non risolve o non è quello che serve.

  • Una cavità già formata. Quando lo smalto si è bucato, la vernice non ricostruisce: serve curare il dente, e il fluoro torna utile dopo, per proteggere gli altri.
  • Dolore o gonfiore in corso. Un bambino con male a un dente o la guancia gonfia ha bisogno di una visita in giornata, non di un programma di prevenzione.
  • Zuccheri a ogni ora. Se il biberon dolce resta a letto o le merende sono continue, nessuna dose di fluoro compensa: prima si cambia l'abitudine, poi il fluoro fa il suo.
  • Come sostituto dello spazzolino. La vernice tre volte l'anno non vale due spazzolamenti al giorno: se a casa non si spazzola, si lavora su quello.
  • Integratori «per sicurezza». Gocce o compresse a un bambino che già usa un dentifricio fluorato, senza un rischio accertato, aggiungono solo il rischio di fluorosi.
  • Solchi profondi dei molari. Nel fondo dei solchi il fluoro arriva poco: lì la protezione adatta è la sigillatura, e lo dico quando la propongo.

Come si svolge il percorso, in tre passi?

  1. 1Visita e valutazione del rischio. Guardo i denti asciutti, cerco le macchie bianche, chiedo di dentifricio, bevande e merende, e decido con i genitori il livello di prevenzione che serve a quel bambino.
  2. 2Routine di casa e, se serve, vernice. Si esce con concentrazione e quantità di dentifricio scritte, la tecnica provata sul posto e, nei bambini a rischio, la prima applicazione di vernice già fatta.
  3. 3Controlli ogni tre-sei mesi. Rivedo le macchie fotografate, aggiorno il rischio, ripeto la vernice quando è indicata e cambio le dosi quando il bambino cambia età.

Chiama lo 0573 32937 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.

Come si può pagare?

Le cure dei bambini si pagano per prestazione, con il piano scritto consegnato alla prima visita quando c'è qualcosa da fare; la visita di controllo e la prevenzione hanno un costo per seduta indicato prima.

Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.

Per i trattamenti che si sviluppano in mesi, come l'ortodonzia, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.

Le cure odontoiatriche e ortodontiche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.

  • Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
  • Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
  • Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.

Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia

Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Palandri e Spinicci), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente l’ortodonzia o le cure dei bambini.

Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!

Silvana G. · Recensione su Google

Gentili, predisposti ad ascoltare il paziente e molto professionali. Tutti quanti al Top, dai medici alle assistenti. Uno studio dentistico super consigliato

Dania S. · Recensione su Google

Veramente professionali scrupolosi gentili e con serieta' garantita all' altezza del suo lavoro ottimo 🍀

Nicola B. · Recensione su Google
Leggi tutte le 35 recensioni su Google (4,8 su 5)

Il primo passo è una visita

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Domande frequenti: fluoro per i denti dei bambini a Pistoia

  1. 1. Il dentifricio al fluoro è sicuro se il bambino lo ingoia?

    Nelle quantità che indico sì: un velo sotto i tre anni e un pisello fino ai sei sono dosi pensate proprio per chi non sa ancora sputare. Il problema nasce con strisciate lunghe di dentifricio ingoiate ogni giorno per anni. Il tubetto lo tiene l'adulto, lo mette lui sulle setole, e dai due-tre anni si insegna a sputare.

  2. 2. Mio figlio ha due anni e rifiuta il dentifricio: posso spazzolare solo con l'acqua?

    Per qualche giorno sì, per non trasformare lo spazzolamento in una lotta, ma l'obiettivo resta tornare al dentifricio: lo spazzolino senza fluoro toglie la placca ma non protegge lo smalto. Si prova con un sapore diverso, una quantità minima, lo spazzolamento a turno con il genitore. Se la resistenza dura settimane, ne parliamo in visita.

  3. 3. Il collutorio al fluoro serve ai bambini?

    Prima dei sei anni no, perché lo ingoiano e il rischio supera il beneficio. Dopo, lo propongo solo in situazioni specifiche: rischio alto, apparecchio fisso, macchie bianche in corso. Si usa in un momento diverso dallo spazzolamento, per non sciacquare via il dentifricio, e non sostituisce mai spazzolino e filo.

  4. 4. Bisogna sciacquare la bocca dopo aver lavato i denti?

    No, e questo è uno dei cambiamenti più utili e più semplici che si possano fare a casa: si sputa l'eccesso di schiuma e basta. Il velo di fluoro che resta sui denti continua a lavorare per ore. Lo stesso vale per gli adulti: i genitori che lo imparano per i figli di solito lo adottano anche per sé.

  5. 5. La vernice al fluoro fa male o ha un sapore cattivo?

    Non fa male: si stende con un pennellino sui denti asciutti in due-tre minuti, senza aghi e senza strumenti che girano. Il sapore è dolce e i denti restano ruvidi fino alla sera. È spesso la prima «cura» che un bambino riceve in studio, e la uso anche per far conoscere la poltrona a chi ha paura del dentista.

  6. 6. Il fluoro nell'acqua del rubinetto conta?

    Conta nel totale, poco nella pratica di tutti i giorni: nella maggior parte delle zone l'acqua di rete contiene poco fluoro e non cambia le indicazioni sul dentifricio. Se la famiglia beve un'acqua in bottiglia che dichiara in etichetta un contenuto di fluoro alto, lo tengo presente prima di aggiungere altre fonti.

  7. 7. Fino a che età serve il fluoro?

    Non smette di servire: lo smalto va protetto per tutta la vita, e il dentifricio a 1450 ppm resta la regola anche da adulti. Quello che cambia con l'età è la supervisione e il ricorso alla vernice in studio, che nei ragazzi senza un rischio particolare si dirada o si sospende dopo l'eruzione dei secondi molari.

  8. 8. Le macchie bianche sui denti da latte di mio figlio sono carie?

    Possono esserlo, allo stadio iniziale, oppure difetti dello smalto nati prima dell'eruzione, che non peggiorano. La differenza la vedo in visita: la macchia da carie è opaca, vicino alla gengiva, e avanza se non si cambia nulla; quella congenita ha bordi netti e resta uguale. In entrambi i casi vale la pena farle guardare presto.

  9. 9. Il fluoro serve anche con l'apparecchio?

    Sì, ancora di più: attorno agli attacchi la placca si ferma e lo smalto si demineralizza in fretta. Durante il trattamento con l'apparecchio fisso insisto su dentifricio a 1450 ppm, spazzolamento dopo i pasti e, se vedo i primi segni di opacità, vernice ogni tre mesi fino a quando lo smalto torna lucido.

  10. 10. Si può usare lo stesso dentifricio per tutta la famiglia?

    Dai sei anni in poi, nella maggior parte dei casi, sì: 1450 ppm va bene per il bambino, per i fratelli grandi e per i genitori, e cambia solo la quantità sullo spazzolino. Sotto i sei anni serve il tubetto a 1000 ppm. Se in casa c'è un dentifricio «sbiancante» molto abrasivo, per i bambini preferisco evitarlo.

  11. 11. Il dentista deve applicare il fluoro a ogni controllo?

    No. La vernice ha senso quando il rischio la giustifica; a un bambino senza carie, con una buona routine e poche merende dolci, ripeterla ogni volta non aggiunge una protezione misurabile. Preferisco spiegare perché la faccio o non la faccio, e aggiornare la decisione a ogni visita in base a quello che vedo.

  12. 12. Chi segue le cure per fluoro per i denti dei bambini a Pistoia?

    Dott.ssa Erika Schioppa, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Pistoia (n. 307), che nello studio si occupa di ortodonzia e di odontoiatria per i bambini insieme alla Dott.ssa Irene Bottacci: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci, in Via Niccolò Machiavelli 27. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Pietro Palandri.

  13. 13. Come raggiungo lo studio di Pistoia se vengo da Quarrata o da Agliana?

    Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Per chi viene da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.

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