Dott.ssa Erika Schioppa · Ortodonzia a Pistoia
Apparecchio fisso a Pistoia
Lo strumento che uso quando serve controllare il movimento della radice e non solo della corona. Lo seguo io, dalla prima visita all'ultimo controllo di contenzione.
4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio di Pistoia«Il personale sono gentile e molto professionale io mi trovo molto bene e fanno un buon lavoro.»
Domenico M., recensione Google dello studio di Pistoia
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Preferisci scrivere? WhatsApp 331 6607774Immagine illustrativa dell'ambiente di studio, ricostruita al computer: nessuna persona reale. I tempi e i risultati variano da persona a persona.

In sintesi
In questa pagina spiego come lavoro con l'apparecchio fisso a Pistoia: in quali situazioni lo scelgo rispetto agli allineatori, cosa succede il giorno in cui si incollano gli attacchi, come si mangia e come si pulisce, quanto dura e perché il filo di contenzione fa parte della cura.
Chi cerca informazioni sull'apparecchio fisso ha di solito due domande che si sovrappongono: «è davvero necessario?» e «quanto peserà sulla vita di tutti i giorni?». Sono le due domande giuste, e in visita rispondo a entrambe prima di parlare di tempi e costi. L'apparecchio fisso resta, nella mia esperienza, lo strumento più preciso che abbiamo: muove le radici, non solo la parte visibile del dente, e lavora anche quando chi lo porta si dimentica di averlo. È anche quello che chiede più attenzione nello spazzolamento.
Qui racconto come lo uso nello studio di Pistoia: quando lo propongo a un ragazzo e quando a un adulto, come si svolge la seduta in cui si applica, cosa cambia a tavola e davanti allo specchio, quanto dura un trattamento e cosa succede quando si toglie. Le situazioni in cui preferisco un'altra strada, o nessuna, le trovi più sotto, prima delle domande.
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Quando propongo l'apparecchio fisso e quando no?
Lo propongo quando il problema richiede di spostare le radici, di chiudere spazi, di correggere il modo in cui i denti chiudono o di ruotare denti molto storti: movimenti che altri apparecchi controllano meno bene. Non lo propongo per un'estetica che non disturba la funzione, né a chi non può garantire la pulizia.
La decisione nasce dalla visita, dalle fotografie e dalle radiografie, non dalla richiesta di «un apparecchio». Guardo come i denti si incontrano quando la bocca chiude, quanto spazio c'è nelle arcate, come sono le radici e dove si trova la mandibola rispetto al mascellare. Affollamento marcato, denti ruotati, spazi da chiudere dopo un'estrazione, un morso profondo o aperto: sono le situazioni in cui il fisso fa la differenza, perché l'attacco incollato sul dente trasmette una forza precisa in tre dimensioni.
Quando il difetto è lieve e riguarda solo la posizione delle corone, gli allineatori trasparenti possono fare lo stesso lavoro con meno impatto. Lo dico sempre, e lo dico anche al contrario: certi movimenti con le mascherine non si ottengono, e promettere di sì sarebbe scorretto. Nei bambini piccoli, poi, il fisso è raro: prima si guida la crescita con un apparecchio mobile o un espansore del palato, e il fisso arriva, se serve, quando i denti permanenti ci sono tutti.
- Affollamento e rotazioni. Denti che non hanno spazio o sono girati sul proprio asse: il fisso li porta in arcata controllando anche la radice.
- Spazi e morso. Diastemi, spazi dopo estrazioni, morso profondo, morso aperto, morso incrociato: movimenti che chiedono un controllo preciso della forza.
- Adulti con esigenze funzionali. Prima di una protesi o di un impianto, per fare spazio o raddrizzare un dente inclinato che renderebbe il lavoro protesico peggiore.

Come si svolge la seduta in cui si applica l'apparecchio fisso?
Dura circa un'ora, non fa male e non prevede anestesia: si puliscono e si asciugano i denti, si incollano gli attacchi uno per uno con una resina che indurisce alla luce, si inserisce il primo filo sottile e si fissa con piccole legature.
Prima di quel giorno c'è stata la visita, il piano scritto e, quasi sempre, una seduta di igiene: incollare gli attacchi su denti puliti è il primo modo per prevenire le macchie bianche che possono comparire attorno a essi. In seduta uso un divaricatore che tiene lontane labbra e guance, isolo i denti dalla saliva e applico gli attacchi nella posizione che ho progettato sui modelli. Il primo filo è sottile e flessibile: deve iniziare ad allineare, non forzare.
La parte che conta di più viene alla fine: con lo spazzolino in mano faccio vedere come si pulisce attorno a ogni attacco, con quale inclinazione, e consegno la cera per i primi giorni, quando le guance devono abituarsi. Chi esce dallo studio sa già cosa mangiare la sera e cosa fare se un filo punge. Alle famiglie dei ragazzi chiedo di essere presenti a questo passaggio: a casa la supervisione dello spazzolamento, nei primi mesi, è parte della cura.

Come si mangia e come si pulisce con l'apparecchio fisso?
Si mangia quasi tutto, tagliato a pezzi piccoli ed evitando ciò che è duro, appiccicoso o si morde di punta; si pulisce dopo ogni pasto con spazzolino, scovolino e, la sera, il filo con l'infilatore.
Le prime settimane cambiano le abitudini: una mela si taglia a spicchi, il pane con la crosta dura si evita, le caramelle gommose e i chewing-gum spariscono perché staccano gli attacchi. Chi fa sport di contatto porta un paradenti adatto all'apparecchio. Non sono regole di severità: ogni attacco che si stacca è una seduta in più e un movimento che si ferma.
La pulizia è il punto su cui insisto di più. Attorno agli attacchi la placca si ferma e, con zuccheri frequenti, lo smalto si demineralizza: restano macchie bianche opache che si vedono anche dopo aver tolto l'apparecchio. Per questo durante il trattamento i richiami di igiene si accorciano e a ogni controllo guardo prima lo spazzolamento, poi il filo. Uno spazzolino ortodontico, gli scovolini per gli spazi fra attacco e gengiva e un dentifricio al fluoro bastano, se usati davvero.
- Dopo ogni pasto. Spazzolino inclinato sopra e sotto gli attacchi, scovolino negli spazi; se si è fuori casa, almeno un risciacquo e lo spazzolino appena possibile.
- La sera. Il filo con l'infilatore o un idropulsore, e un controllo allo specchio: attacchi puliti, gengive rosa, nessun residuo attorno al filo.
- Se qualcosa si rompe. Un attacco staccato o un filo che punge non sono un'urgenza, ma vanno sistemati in pochi giorni: si chiama lo studio e si viene con la cera sul punto che dà fastidio.

Quanto dura un trattamento con l'apparecchio fisso?
In genere da dodici a ventiquattro mesi, con controlli ogni quattro-otto settimane; meno per correzioni limitate, di più nei casi complessi o quando gli attacchi si staccano spesso.
Nel piano scritto indico una durata prevista e, ai controlli, dico se la stiamo rispettando. Le fasi sono riconoscibili: prima l'allineamento con fili sottili, poi i fili più rigidi per la posizione delle radici e la chiusura degli spazi, infine le rifiniture, con piccole pieghe e gli elastici fra le due arcate quando serve correggere il morso. Gli elastici dipendono da chi li porta: se mancano, la fase si allunga.
Negli adulti i tempi sono spesso un po' più lunghi, perché senza crescita i denti si muovono più lentamente e perché la salute del parodonto detta il ritmo. Nei ragazzi la crescita aiuta, ma la collaborazione sull'igiene e sugli elastici conta altrettanto. Togliere l'apparecchio prima del tempo per stanchezza è la scelta che vedo pentire di più: si rinuncia proprio alle rifiniture, che sono la parte che si vede sorridendo.
Cosa succede quando si toglie l'apparecchio fisso?
Si rimuovono gli attacchi, si lucida la resina residua, si fanno le fotografie finali e lo stesso giorno inizia la contenzione: un filo sottile incollato dietro i denti anteriori, una mascherina per la notte, o entrambi.
La seduta di rimozione è breve e piacevole: gli attacchi si staccano con una pinza apposita, lo smalto si lucida e si torna a sentire i denti lisci con la lingua. Faccio una seduta di igiene e, se ci sono piccole macchie bianche, propongo un trattamento remineralizzante. Poi si passa subito alla contenzione: i denti hanno memoria e nel primo anno tendono a tornare verso la posizione di partenza.
La contenzione fa parte del trattamento e la seguo io, con controlli diradati nel tempo: il filo incollato va controllato, la mascherina va cambiata quando si consuma. Chi racconta l'apparecchio fisso senza raccontare la contenzione sta raccontando metà della storia; io preferisco dirla tutta in visita, prima di incollare il primo attacco.
Perché l'apparecchio fisso lo seguo io, dalla prima visita all'ultimo controllo?
Perché un trattamento ortodontico dura mesi e le decisioni si prendono a ogni controllo: chi ha progettato il movimento è la persona giusta per correggerlo strada facendo.
Nello studio di Pistoia mi occupo di ortodonzia insieme alla Dott.ssa Bottacci, e i pazienti ortodontici li seguiamo con continuità: stessa cartella, stesse fotografie di partenza, stessi modelli. Quando durante il trattamento serve un collega, per un'estrazione o per la cura di una carie, il passaggio avviene nella stessa struttura, senza che il paziente debba raccontare da capo la sua storia.
L'apparecchio fisso è un dispositivo medico su misura e il trattamento è un atto medico: si inizia dopo la visita, con il piano scritto e il consenso informato, che per i minori firma chi esercita la responsabilità genitoriale. Su questo sito non trovi marchi di attacchi o di fili: la scelta tecnica è mia, in visita, in base al caso.
Apparecchio fisso a Pistoia: le situazioni che vedo più spesso
A Pistoia la richiesta più frequente arriva dai genitori di ragazzi fra gli undici e i quattordici anni, quando i denti permanenti sono spuntati tutti e l'affollamento che si intravedeva alle elementari è diventato evidente. Spesso la famiglia ha già fatto una visita intercettiva da noi anni prima, e il fisso è la seconda fase di un percorso che conoscono: in questi casi il piano è chiaro e i tempi sono quelli previsti.
La seconda situazione è l'adulto fra i trenta e i cinquant'anni che da ragazzo non ha portato l'apparecchio, o l'ha portato senza contenzione, e oggi ha gli incisivi inferiori accavallati o un dente inclinato che il dentista vuole raddrizzare prima di una corona o di un impianto. nel Pistoiese vedo anche persone che chiedono il fisso perché «vogliono fare le cose per bene» dopo aver letto degli allineatori: con loro la visita serve soprattutto a scegliere lo strumento giusto per il loro caso, non quello più noto.
Chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese e Montemurlo concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi, concentrando visita e controlli quando è possibile. Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci: la segreteria risponde al 0573 32937 e su WhatsApp negli orari di apertura.
Quando il trattamento apparecchio fisso non è la scelta giusta?
Dire quando l'apparecchio fisso non conviene è il modo per essere credibile quando dico che conviene. Sono queste le situazioni.
- Gengive e osso non sani. Su una parodontite non curata non si sposta nulla: prima la terapia parodontale, poi, se il parodonto regge, l'ortodonzia.
- Igiene che non si riesce a garantire. Se nei mesi prima del trattamento lo spazzolamento non migliora, il fisso farebbe più danni che benefici: si rimanda, oppure si valutano gli allineatori, che si tolgono per pulire.
- Bambini con denti da latte. Nelle fasi di crescita si guida l'osso con apparecchi diversi: il fisso completo si rimanda a dentizione permanente.
- Un difetto lieve delle sole corone. Quando il movimento è piccolo e non riguarda le radici, gli allineatori possono bastare, con meno impatto sulla vita di tutti i giorni.
- Aspettativa di un viso diverso. L'apparecchio sistema i denti e il morso; non cambia i lineamenti, e se la richiesta è quella lo dico in visita.
- Nessuna possibilità di venire ai controlli. Un fisso senza controlli regolari è un apparecchio che lavora a caso: se il calendario non lo permette, meglio aspettare il momento giusto.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1Prima visita con fotografie e radiografie. Si guarda come chiudono i denti, si prendono le impronte e si consegna un piano scritto con le alternative, compresa quella di aspettare.
- 2Applicazione dell'apparecchio. Dopo una seduta di igiene: attacchi incollati, primo filo, istruzioni pratiche con lo spazzolino in mano e la cera per i primi giorni.
- 3Controlli e contenzione. Ogni quattro-otto settimane si cambia il filo e si verifica il piano; alla rimozione iniziano subito filo e mascherina di contenzione, che seguo io.
Chiama lo 0573 32937 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.
Come si può pagare?
Un trattamento ortodontico ha un costo complessivo scritto nel piano prima di iniziare, suddiviso in fasi (apparecchio, controlli, contenzione): così sai in anticipo il totale e quando si paga ciascuna parte.
Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.
Per i trattamenti che si sviluppano in mesi, come l'ortodonzia, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.
Le cure odontoiatriche e ortodontiche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.
- Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
- Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
- Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.
Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia
Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Palandri e Spinicci), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente l’ortodonzia o le cure dei bambini.
Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!
Mi sono trovata benissimo! Personale gentile e professionale, igiene dentale eseguita con cura. Consigliatissimo!
Gentili, predisposti ad ascoltare il paziente e molto professionali. Tutti quanti al Top, dai medici alle assistenti. Uno studio dentistico super consigliato
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare un trattamento: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
Domande frequenti: apparecchio fisso a Pistoia
1. L'apparecchio fisso fa male?
Applicarlo no. Nei due-tre giorni dopo ogni cambio di filo i denti sono indolenziti, soprattutto masticando, e nella prima settimana le guance devono abituarsi agli attacchi: la cera aiuta. È un fastidio che passa e che, se serve, si controlla con un analgesico da banco, dopo averne parlato con me.
2. Si vedono molto gli attacchi?
Gli attacchi metallici sì; esistono attacchi in ceramica del colore del dente, meno visibili, che propongo soprattutto agli adulti sull'arcata superiore. Hanno qualche limite in più (sono più fragili e possono consumare i denti che li toccano), e lo discutiamo in visita.
3. A che età si mette l'apparecchio fisso?
Di norma quando i denti permanenti sono spuntati tutti, cioè fra gli undici e i tredici anni. Prima, se serve, si lavora sulla crescita con apparecchi mobili o con l'espansore del palato. Negli adulti non c'è un limite d'età.
4. Quante volte devo venire ai controlli?
Ogni quattro-otto settimane, per cambiare il filo, verificare il movimento e controllare l'igiene. Le sedute durano in genere venti-trenta minuti; nelle fasi di rifinitura possono essere più ravvicinate.
5. Cosa non si può mangiare con l'apparecchio fisso?
Cibi duri da mordere di punta (mela intera, carote crude, crosta dura del pane, croccantini), appiccicosi (caramelle gommose, chewing-gum, torrone) e ghiaccio. Tutto il resto si mangia, tagliato a pezzi piccoli. Le bevande zuccherate e gassate vanno limitate, perché favoriscono le macchie attorno agli attacchi.
6. Si stacca spesso un attacco? Cosa faccio?
Capita, soprattutto nei primi mesi e se si mordono cose dure. Non è un'urgenza: si mette la cera sul punto che dà fastidio e si chiama lo studio per riattaccarlo entro pochi giorni, così il movimento non si ferma. Se succede spesso, la durata del trattamento si allunga.
7. Posso fare sport con l'apparecchio fisso?
Sì. Per gli sport di contatto (calcio, basket, rugby, arti marziali) serve un paradenti pensato per l'apparecchio, che protegge le labbra dagli attacchi in caso di urto. Nuoto, corsa e bicicletta non richiedono nulla.
8. Le macchie bianche sui denti dopo l'apparecchio si tolgono?
Si prevengono con lo spazzolamento e limitando gli zuccheri frequenti; se compaiono, si possono attenuare con trattamenti remineralizzanti e, nei casi più evidenti, con tecniche di infiltrazione dello smalto. Meglio non farle comparire: per questo controllo l'igiene a ogni seduta.
9. Quanto dura la contenzione dopo l'apparecchio fisso?
Il filo incollato dietro i denti anteriori resta a lungo, in molti casi senza una scadenza; la mascherina si porta tutte le notti il primo anno e poi, di norma, qualche notte a settimana. La tendenza dei denti a tornare indietro non si esaurisce con l'età: la contenzione si controlla ai richiami.
10. Posso mettere l'apparecchio fisso se ho una corona o un impianto?
Spesso sì: su una corona l'attacco si incolla con una procedura dedicata; un impianto invece non si sposta, e il piano deve tenerne conto, a volte usandolo come punto fermo. Si valuta in visita con le radiografie.
11. L'apparecchio fisso rovina lo smalto?
L'attacco in sé no: la resina si rimuove e lo smalto si lucida. Il rischio sono le macchie da demineralizzazione dovute alla placca che resta attorno agli attacchi: dipendono dall'igiene e dagli zuccheri, e si prevengono.
12. Chi segue il trattamento apparecchio fisso a Pistoia?
Dott.ssa Erika Schioppa, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Pistoia (n. 307), che nello studio si occupa di ortodonzia e di odontoiatria per i bambini insieme alla Dott.ssa Irene Bottacci: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci, in Via Niccolò Machiavelli 27. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Pietro Palandri.
13. Come raggiungo lo studio di Pistoia se vengo da Quarrata o da Agliana?
Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Per chi viene da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.
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