Dott.ssa Erika Schioppa · Ortodonzia a Pistoia
Ortodonzia per adulti a Pistoia
Apparecchio fisso, attacchi in ceramica o allineatori per chi ha finito di crescere da tempo. La condizione non è l'età: sono le gengive, l'osso e il tempo che si è disposti a dedicare.
4,8 su 5 · 35 recensioni Google dello studio di Pistoia«Il personale sono gentile e molto professionale io mi trovo molto bene e fanno un buon lavoro.»
Domenico M., recensione Google dello studio di Pistoia
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In sintesi
In questa pagina spiego come lavoro sull'ortodonzia per adulti a Pistoia: perché l'età non è un limite ma cambia le regole, cosa controllo nelle gengive prima di iniziare, come scelgo fra fisso, attacchi in ceramica e allineatori, cos'è l'ortodonzia che prepara una corona o un impianto e perché la contenzione non finisce.
L'ortodonzia per adulti occupa una parte stabile delle mie giornate: persone che hanno finito di crescere da decenni, con un lavoro, spesso con figli che l'apparecchio l'hanno già portato. Chi arriva ha una domanda che non osa fare per prima, «non sono troppo vecchio?», e una serie di domande pratiche subito dopo: quanto si vede, quanto dura, se si può fare con una corona in bocca, se il dentista che lo manda ha ragione a chiedere di spostare un dente prima dell'impianto.
In questa pagina racconto come la imposto nello studio di Pistoia: cosa cambia nel corpo di un adulto rispetto a quello di un ragazzo e perché questo allunga i tempi, perché la salute delle gengive viene prima di ogni altra decisione, come scelgo l'apparecchio insieme alla persona e non al posto suo, e quando l'ortodonzia serve ad altri lavori, come una corona o un impianto. Le situazioni in cui consiglio di non iniziare le trovi prima delle domande.
Preferisci parlarne a voce? 0573 32937, rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00. Parlarne non impegna.
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Si può fare l'ortodonzia da adulti, e cosa cambia rispetto a un ragazzo?
Sì, a qualunque età, perché l'osso attorno ai denti si rimodella per tutta la vita; cambia il fatto che non c'è più crescita da sfruttare, che i movimenti sono più lenti e che spesso in bocca ci sono già otturazioni, corone, denti mancanti e gengive con una storia.
Un dente si sposta perché l'osso che lo circonda si riassorbe da un lato e si riforma dall'altro, e questo meccanismo funziona a sedici anni come a sessanta. Quello che manca all'adulto è la crescita: nel ragazzo posso guidare la mandibola o allargare il palato, nell'adulto le ossa sono quelle e i denti si muovono dentro i loro confini. Significa che certi problemi, soprattutto di rapporto fra le arcate, si correggono solo in parte, oppure con la chirurgia, e lo dico alla prima visita.
L'altra differenza è la bocca che trovo. Negli adulti ci sono denti già curati, molari mancanti da anni con i vicini inclinati nello spazio vuoto, gengive che si sono ritirate, abitudini di serramento. Nessuna di queste cose impedisce l'ortodonzia, ma ognuna entra nel piano: un impianto non si sposta, una corona vecchia potrebbe staccarsi con un attacco incollato sopra, un dente con poco osso attorno si muove ma va trattato con forze leggere. Per questo la visita di un adulto dura più di quella di un ragazzo.

Perché controllo il parodonto prima di iniziare l'ortodonzia in un adulto?
Perché i denti si muovono dentro l'osso e la gengiva, e se questi sono infiammati il movimento accelera la perdita di supporto invece di sistemare i denti. Prima si misura il parodonto con la sonda e le radiografie; se c'è una malattia attiva si cura quella, e solo dopo si parla di apparecchio.
A ogni adulto che chiede l'ortodonzia faccio o faccio fare una valutazione parodontale completa: sondaggio di ogni dente, sanguinamento, mobilità, radiografie che mostrino il livello dell'osso. Chi ha gengive sane procede. Chi ha una parodontite viene curato prima, nella stessa struttura, e rivalutato dopo qualche mese: se l'infiammazione è spenta e l'igiene regge, l'ortodonzia non solo è possibile ma spesso aiuta, perché denti allineati si puliscono meglio e distribuiscono meglio le forze.
Durante il trattamento il controllo continua. Un adulto con un passato parodontale fa sedute di igiene più ravvicinate, e a ogni visita ortodontica guardo le gengive prima di guardare i fili. Le forze che uso sono più leggere e i tempi fra un'attivazione e l'altra più lunghi, perché un dente con meno osso attorno risponde di più a una forza uguale. Le recessioni gengivali, che molti adulti hanno già, possono accentuarsi se un dente viene spinto fuori dall'osso: progetto i movimenti per evitarlo e, dove serve, chiedo un parere al collega che si occupa di parodonto.

Come scelgo fra apparecchio fisso, attacchi in ceramica e allineatori per un adulto?
Prima in base ai movimenti che servono, poi in base alla vita della persona: il fisso metallico per i casi complessi, gli attacchi in ceramica quando il fisso serve ma si vuole che si noti meno, gli allineatori quando i movimenti sono compatibili e le ventidue ore di uso sono realistiche.
La scelta la faccio insieme alla persona, dopo averle mostrato cosa farebbe ciascuno strumento sul suo caso. Molti adulti arrivano decisi per gli allineatori, e per molti di loro vanno bene; quando non vanno bene lo spiego con le fotografie e il progetto, non con un no secco. Gli attacchi in ceramica sono la via di mezzo che propongo spesso: lavorano come quelli metallici, si vedono poco sull'arcata superiore, hanno qualche fragilità in più e qualche cautela sui denti inferiori che li toccano.
Conta anche il tipo di giornata. Chi viaggia per lavoro e può venire ai controlli solo ogni due mesi sta meglio con le mascherine, che non richiedono attivazioni frequenti; chi sa di non avere la costanza per rimetterle dopo ogni caffè sta meglio con un fisso, anche in ceramica. Non esiste lo strumento giusto per gli adulti: esiste quello giusto per quell'adulto, e si decide in visita, con calma, anche in due incontri.
- Fisso metallico. Il controllo più completo dei movimenti, per i casi con estrazioni, rotazioni importanti, denti da raddrizzare prima di una protesi; si vede, e lo dico.
- Attacchi in ceramica. Stessa meccanica, colore del dente: la scelta di chi ha bisogno del fisso ma lavora a contatto con il pubblico. Più attenzione ai cibi duri e agli urti.
- Allineatori trasparenti. Per affollamenti lievi o moderati, spazi piccoli e recidive, in chi li porterà davvero; i dettagli nella pagina dedicata.

Cos'è l'ortodonzia pre-protesica e quando la propongo prima di corone e impianti?
È lo spostamento mirato di pochi denti per rendere possibile o migliore un lavoro protesico: raddrizzare un molare inclinato nello spazio di un dente perso, riaprire o chiudere lo spazio per un impianto, riportare su un dente che si è allungato perché non aveva più l'antagonista. Dura in genere pochi mesi e si fa prima della protesi, non dopo.
È il motivo per cui molti adulti arrivano da me senza averlo scelto: il collega che deve mettere un impianto o una corona si accorge che i denti vicini non glielo permettono. Il caso più classico è il molare che, dopo l'estrazione del dente davanti a lui anni prima, si è piegato in avanti: nello spazio non entra un impianto di dimensioni corrette e il molare stesso, inclinato, si pulisce male. Raddrizzarlo richiede un apparecchio parziale, pochi attacchi su un lato, e qualche mese.
Altri casi frequenti sono il dente superiore che è sceso nello spazio lasciato da un inferiore mancante, e va riportato su prima di ricostruire sotto; gli incisivi spostati che impediscono di fare faccette o corone di proporzioni normali; lo spazio di un dente mancante che va diviso fra impianto e denti vicini. In tutti questi casi lavoro in tandem con il collega che farà la protesi: il piano lo scriviamo insieme, e io consegno i denti nella posizione che gli serve, con una contenzione provvisoria finché il lavoro definitivo non li blocca.
- Molare inclinato. Si raddrizza con un apparecchio parziale per far posto all'impianto e per renderlo pulibile.
- Dente estruso. Si riporta al livello degli altri prima di ricostruire l'antagonista mancante.
- Spazi da ridistribuire. Si aprono o si chiudono per dare all'impianto e alla corona proporzioni corrette.
Quanto dura l'ortodonzia negli adulti e come si concilia con il lavoro?
Per un trattamento completo in genere dai diciotto ai ventiquattro mesi, qualcosa in più rispetto a un ragazzo; per i trattamenti parziali, come quelli pre-protesici, da quattro a nove mesi. I controlli sono ogni quattro-otto settimane e durano venti-trenta minuti.
I tempi più lunghi dipendono da due cose: l'osso adulto risponde più lentamente alle forze e, per proteggere il parodonto, le forze le uso più leggere. Non ha senso correre: un adulto che chiede di «finire prima» di solito sta chiedendo di saltare la rifinitura, cioè i mesi in cui i denti smettono di essere allineati e cominciano a essere a posto. Nel piano scrivo una durata prevista con un margine, e ai controlli dico se siamo dentro.
Con il lavoro ci si organizza. I controlli li fisso in orari compatibili con chi lavora, le sedute sono brevi, e nei periodi in cui so che la persona sarà via adatto il piano: con il fisso un intervallo più lungo si regge, con le mascherine si consegnano le tappe in anticipo. I primi tre giorni dopo l'applicazione del fisso o dopo ogni cambio di mascherina sono quelli in cui si parla con fatica e si preferiscono cibi morbidi: chi deve tenere una riunione importante lo tiene presente nel calendario.
Perché negli adulti la contenzione dura tutta la vita?
Perché le fibre che tengono il dente alla gengiva e all'osso ricordano la posizione vecchia per molti mesi, e perché l'invecchiamento stesso tende ad accavallare gli incisivi inferiori anche in chi non ha mai fatto ortodonzia. Un filo incollato dietro i denti anteriori e una mascherina di notte, controllati nel tempo, tengono fermo il risultato.
Negli adulti la contenzione la considero parte del trattamento, e la seguo io. Il giorno in cui tolgo l'apparecchio incollo un filo sottile dietro gli incisivi, superiori quando servono e inferiori quasi sempre, e consegno una mascherina trasparente per la notte: tutte le notti il primo anno, poi con una frequenza che decidiamo ai controlli, ma senza una data di fine. Nei casi pre-protesici la contenzione è il lavoro definitivo del collega: finché non è in bocca, resta un provvisorio che blocca i denti.
Le persone adulte accettano la contenzione più volentieri dei ragazzi, perché il trattamento se lo sono scelto e pagato con mesi di attenzione. Quello che chiedo è di non sparire: il filo incollato può staccarsi da un dente senza che ci si accorga, e in poche settimane quel dente si muove. Ai richiami di igiene chiedo di far controllare il filo e la mascherina, e di tornare da me se qualcosa cambia. Nella pagina sulla contenzione spiego come si gestisce negli anni.
Ortodonzia per adulti a Pistoia: le situazioni che vedo più spesso
A Pistoia l'adulto che chiede un'ortodonzia è spesso una donna fra i trentacinque e i cinquantacinque anni che ha accompagnato i figli ai controlli ortodontici e, seduta in sala d'attesa, ha deciso che era il suo turno: incisivi inferiori accavallati, un canino alto che da ragazza nessuno ha trattato, o un apparecchio portato da adolescente senza contenzione. Con loro la visita è una conversazione concreta, senza giri di parole: cosa si può ottenere, con quale strumento, in quanto tempo, e cosa succede alle gengive che nel frattempo hanno avuto una vita.
Nel Pistoiese arrivano anche adulti inviati dal dentista che li ha in cura, con una richiesta precisa: spostare uno o due denti per rendere possibile un impianto o una corona. Sono trattamenti brevi, su un settore solo, che si concludono con la protesi del collega. Da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese vengono inoltre persone che hanno già fatto una prima visita altrove e vogliono un secondo parere prima di impegnarsi per due anni: lo do con le stesse fotografie e radiografie che hanno già, se sono recenti, senza rifare tutto, e dico anche quando il piano che hanno in mano mi sembra giusto.
Chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese e Montemurlo concorda con la segreteria gli appuntamenti in orari comodi, concentrando visita e controlli quando è possibile. Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Ricevo su appuntamento presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci: la segreteria risponde al 0573 32937 e su WhatsApp negli orari di apertura.
Quando il trattamento ortodontico per adulti non è la scelta giusta?
Essere adulti non è mai un motivo per dire di no; questi invece lo sono, almeno per ora.
- Parodontite non curata. Su gengive che sanguinano e osso che si sta perdendo l'apparecchio peggiora le cose: prima la terapia parodontale, poi la rivalutazione.
- Un problema scheletrico che vuole una soluzione solo dentale. Quando la differenza fra le arcate è nelle ossa, spostare i denti per mascherarla ha limiti precisi; se l'aspettativa è un cambiamento del profilo, serve parlare di chirurgia o rinunciare.
- Serramento e digrignamento non gestiti. Prima si valuta la funzione e si protegge la bocca, altrimenti gli attacchi si staccano e i denti mossi si consumano.
- Un impianto accanto al dente da spostare. L'impianto non si muove e può rendere impossibile il movimento che si desidera: lo verifico con le radiografie prima di promettere qualunque cosa.
- Chi non può venire ai controlli per mesi. Un fisso lasciato a sé stesso per un semestre fa danni; meglio aspettare un periodo in cui il calendario lo consenta.
- Chi vuole solo un colore diverso. Se il disturbo è il colore e non la posizione, l'ortodonzia non è la risposta e lo dico nei primi cinque minuti.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1Visita con valutazione parodontale. Sondaggio delle gengive, radiografie, fotografie e impronte; parlo con la persona del suo obiettivo e consegno un piano scritto con le alternative e i tempi.
- 2Trattamento con lo strumento scelto. Fisso, ceramica o allineatori, con forze leggere e sedute di igiene più frequenti; nei casi pre-protesici il piano è concordato con il collega che farà la protesi.
- 3Controlli e contenzione senza scadenza. Ogni quattro-otto settimane si verifica il piano e si guardano le gengive; alla fine filo incollato e mascherina notturna, controllati ai richiami negli anni.
Chiama lo 0573 32937 (rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.
Come si può pagare?
Un trattamento ortodontico ha un costo complessivo scritto nel piano prima di iniziare, suddiviso in fasi (apparecchio, controlli, contenzione): così sai in anticipo il totale e quando si paga ciascuna parte.
Il piano di cura è scritto e ti viene consegnato dopo la visita, prima di qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende, in quante fasi si svolge e cosa succede se il percorso cambia strada.
Per i trattamenti che si sviluppano in mesi, come l'ortodonzia, il pagamento segue le fasi del lavoro, secondo quanto concordato con la segreteria prima di iniziare. Si paga con carta, bancomat o bonifico; per ogni pagamento viene emessa fattura.
Le cure odontoiatriche e ortodontiche sono spese sanitarie: la fattura serve per la detrazione nella dichiarazione dei redditi, secondo le regole in vigore, anche quando il paziente è un minore a carico.
- Piano scritto. Consegnato dopo la visita, con le alternative possibili e i tempi previsti.
- Pagamento per fasi. Concordato con la segreteria prima di iniziare, sulla base del piano.
- Fattura per ogni pagamento. Spesa sanitaria detraibile secondo le regole in vigore.
Cosa dicono i pazienti dello studio di Pistoia
Recensioni Google della struttura odontoiatrica in cui la dottoressa riceve (Studio Dentistico Palandri e Spinicci), riportate alla lettera. Riguardano lo studio nel suo insieme, non necessariamente l’ortodonzia o le cure dei bambini.
Vengo in questo studio dal 1996, ho sempre fatto impianti e lavori importanti mi trovo molto bene perché hanno sempre fatto un lavoro preciso e mi hanno fatto passare la Paura del dentista non ho mai patito dolore, mani d'oro veramente. Attenzione al paziente massima infatti dopo ogni intervento il dottore mi chiamava a casa la sera per sapere come stessi, non credo facciano ovunque così Se avete paura affidatevi tranquillamente. Le ragazze sono tutte disponibili e bravissime!!!
Ottimo studio. Ambiente molto professionale, e tutto il personale è cortese e preparato. Mi sono trovato benissimo e tornerò sicuramente.
Mi sono trovata benissimo! Personale gentile e professionale, igiene dentale eseguita con cura. Consigliatissimo!
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare un trattamento: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
Domande frequenti: ortodonzia per adulti a Pistoia
1. Fino a che età si può mettere l'apparecchio?
Non c'è un'età oltre la quale i denti smettono di muoversi: si trattano persone anche oltre i sessant'anni. Il limite lo pongono le gengive e l'osso, non il calendario. Un adulto in salute parodontale può fare lo stesso trattamento di un trentenne, con tempi un po' più lunghi e controlli delle gengive più frequenti.
2. L'apparecchio da adulti si vede molto?
Dipende dallo strumento: il fisso metallico si vede, gli attacchi in ceramica molto meno, gli allineatori quasi per nulla a distanza di conversazione. Molti adulti scoprono che i colleghi smettono di notare l'apparecchio dopo una settimana; quello che preoccupa prima di iniziare pesa meno di quanto si immagina.
3. Posso fare l'ortodonzia se ho una corona o un ponte?
Sì. Sulla corona l'attacco si incolla con un trattamento della superficie dedicato; con le mascherine la corona viene semplicemente inclusa nell'impronta. Un ponte unisce più denti e non permette di muoverli uno a uno: se va spostato quel settore, il ponte si taglia o si rifà dopo.
4. L'ortodonzia da adulti fa male ai denti o alle gengive?
Se le gengive sono sane e le forze sono leggere, no. Il rischio esiste quando si inizia su una parodontite attiva o si spingono i denti fuori dall'osso: per questo misuro il parodonto prima e progetto i movimenti dentro i limiti dell'osso. Una radice può accorciarsi lievemente durante il trattamento; è un fenomeno noto che controllo con le radiografie.
5. Posso fare l'ortodonzia mentre sono in cura per la parodontite?
Non nella fase attiva: prima si spegne l'infiammazione, poi si aspetta la rivalutazione e, se i parametri sono stabili, si inizia. I due trattamenti si parlano: l'allineamento rende più facile l'igiene, e l'igiene rende possibile l'allineamento. Durante l'ortodonzia i richiami parodontali continuano con la frequenza che il collega indica.
6. Quanto tempo prima di un impianto bisogna fare l'ortodonzia?
Si fa prima, e l'impianto si inserisce quando i denti sono nella posizione finale e stabili, quindi alla fine del movimento o poco dopo, con una contenzione provvisoria nel frattempo. Un trattamento parziale per raddrizzare un molare dura in genere da quattro a nove mesi: il collega programma l'impianto su quei tempi.
7. Posso cambiare strumento a metà trattamento?
Sì, succede: si inizia con il fisso per un movimento che le mascherine non farebbero, e si finisce con gli allineatori per la rifinitura; oppure chi non riesce a portare le mascherine passa al fisso. Il cambio richiede nuove impronte e un nuovo progetto, e lo discutiamo quando i segnali sono chiari, non dopo un anno.
8. Il bruxismo è un problema per l'ortodonzia?
Il serramento e il digrignamento staccano gli attacchi e consumano le mascherine più in fretta. Non impediscono il trattamento, ma vanno conosciuti prima: chiedo di raccontarmi se ci si sveglia con la mandibola stanca, guardo le faccette di usura e adatto strumento e controlli. Finito il trattamento, la mascherina di contenzione protegge anche dal digrignamento notturno.
9. L'ortodonzia da adulti cambia il viso?
Cambia il sorriso e il sostegno delle labbra, poco il resto. Chi ha gli incisivi molto in avanti e li arretra vede le labbra appoggiarsi diversamente; chi si aspetta un mento diverso o zigomi diversi sta pensando alla chirurgia, non all'ortodonzia. In visita mostro con le fotografie cosa è realistico aspettarsi.
10. I denti si muovono ancora dopo i quarant'anni anche senza apparecchio?
Sì, ed è il motivo per cui molti adulti arrivano da me: gli incisivi inferiori si accavallano lentamente con gli anni, anche in chi aveva denti dritti da giovane. È un cambiamento fisiologico che non si può fermare in anticipo, ma che la contenzione, dopo un trattamento, tiene sotto controllo.
11. Quante sedute di igiene servono durante l'ortodonzia da adulti?
Più di quelle abituali: in genere ogni tre-quattro mesi, e più spesso in chi ha una storia parodontale. Durante il fisso la placca si accumula attorno agli attacchi e sulle gengive adulte l'infiammazione si vede subito; con le mascherine il rischio è minore ma l'igiene prima di rimetterle è obbligatoria.
12. Chi segue il trattamento ortodonzia per adulti a Pistoia?
Dott.ssa Erika Schioppa, odontoiatra iscritta all'Albo degli Odontoiatri di Pistoia (n. 307), che nello studio si occupa di ortodonzia e di odontoiatria per i bambini insieme alla Dott.ssa Irene Bottacci: la visita, il piano e i controlli sono con lei, presso lo Studio Dentistico Palandri e Spinicci, in Via Niccolò Machiavelli 27. Direttore Sanitario della struttura: Dott. Pietro Palandri.
13. Come raggiungo lo studio di Pistoia se vengo da Quarrata o da Agliana?
Lo studio è in città, in Via Niccolò Machiavelli 27, raggiungibile in pochi minuti dalla stazione di Pistoia e dall'uscita Pistoia della A11, con parcheggio nelle vie vicine. Per chi viene da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese la segreteria fissa gli appuntamenti in orari comodi, e per i bambini di solito nel primo pomeriggio, fuori dall'orario di scuola.
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Ortodonzia a Pistoia
Studio Dentistico Dott.ri Palandri e Spinicci
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Direttore Sanitario: Dott. Pietro Palandri
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